Il giorno dei muri e dei ponti. Il 9 novembre in Europa

Il ponte di Mostar, Bosnia Erzegovina
Il ponte di Mostar, Bosnia Erzegovina

C’è chi si unisce e c’è chi si divide. Domani è il 9 novembre e io non ho ancora deciso se scrivere un post su

1. La caduta del Muro di Berlino – 9 novembre 1989

2. La distruzione del Ponte di Mostar – 9 novembre 1993

3. Il voto in Catalogna – 9 novembre 2014

Sono tre temi che mi angosciano. E che sono tutti riconducibili alla stessa radice. Sono successi tutti e tre in Europa, innanzitutto. Perché anche se Mostar è in Bosnia Erzegovina e la Bosnia Erzegovina non è per ora in Unione Europea, quella  città divisa e unita da un ponte è il cuore dell’Europa.

Tutti e tre coinvolgono persone che si uniscono e persone che si dividono.

A Berlino nel 1989 ci si ricongiungeva dopo anni di inutili bisticci. Rimando qui a tutti i maggiori e minori giornali del mondo per leggere la Caduta del Muro di Berlino sotto l’aspetto della storia delle Relazioni internazionali, quella dei racconti di colore o quella del pacifismo oltranzista. Qui la vediamo sotto l’aspetto della forza della “Nazione”. I tedeschi si riuniscono dunque e non lo fanno neanche tanto nel nome di una Germania che ha lo stesso sangue – parla la stessa lingua – è uno stesso popolo eccetera. Lo fanno perché gli pare ridicolo che nella stessa città le strade siano tagliate in due da un muro.

Porta di Brandeburgo dipinta sul Muro di Berlino
Porta di Brandeburgo dipinta sul Muro di Berlino

Dall’altra parte, quattro anni dopo ci sono i croati di Mostar che… Pausa.

(Mostar è una città – bellissima! – del sud della Bosnia, quella terra aspra e piena di fiumi che è l’Erzegovina. Mostar è divisa fra croati di religione cattolica e i bosniaco musulmani, di religione diciamo musulmana. Nel mezzo c’era un ponte – quello della foto – che è stato distrutto durante la guerra di disintegrazione della ex Jugoslavia negli anni Novanta. Era stato costruito dagli Ottomani nei cinque secoli di loro dominio sui Balcani. Era considerato un simbolo di tolleranza e di unione tra i popoli e così lo consideriamo qui. Anche se in realtà era stato voluto dai dominatori per passare dall’altra parte senza troppi propositi ideali. Ora è stato ricostruito da qualche anno, uguale a prima.)

… Alcuni generali croati di Mostar che buttarono giù il ponte il 9 novembre 1993. E i croati e i musulmani non potevano più parlarsi perché fisicamente non potevano attraversare il fiume.

Infine, domani c’è la storia della Catalogna. I catalani vogliono diventare indipendenti da una vita. I catalani sono quelli che hanno come capitale Barcellona e che sono un po’ più benestanti del resto della Spagna. E che parlano il catalano, che è diverso dal castigliano, che è quello a cui noi normalmente ci riferiamo come “spagnolo”.

Barcellona
Barcellona

Volevano fare un referendum per chiedere l’indipendenza, come aveva provato a fare la Scozia il 17 settembre scorso. Ma il governo centrale glielo ha impedito. Allora hanno provato a fare una iniziativa partecipata – più soft – ma anche quella gli è stata proibita. Domani voteranno lo stesso, pare, anche se quel voto non avrà alcun valore giuridico.

Bene. La sequenza di questi 9 novembre mi fa riflettere sul fatto che dal 1989 il fattore nazione-etnia non è rimasto solo sul piano culturale ma ha invaso quello della politica e della lotta per il potere. Questo lo sappiamo ormai.

Questo mi solleva almeno tre domande del genere:

1. Per quale dannato motivo la nazione e l’etnia sono così importanti per le persone?

2. Che diavolo sono l’etnia e la nazione?

3. E noi cosa facciamo con loro?

Alle quali non sono mai riuscita a rispondere. Aspettate i prossimi post, se ci riesco magari lo scrivo.

Infine, questi 9 novembre mi fanno anche pensare che noi Europeans siamo tutti diversi e ci facciamo molti problemi per questo, ma che forse potremmo pure finirla di costruire muri e abbattere ponti tra di noi e che potremmo invece costruire più ponti e abbattere più muri.

E con questo finale melenso è meglio che io concluda.

 

 

 

 

Annunci

2 pensieri su “Il giorno dei muri e dei ponti. Il 9 novembre in Europa

  1. Pingback: La caduta del Muro di Berlino e quella Germania ancora divisa | Lost in Data

  2. l’etnia e la nazione sono l’ancora di salvataggio per le persone “semplici” e legate alla terra; l’Europa è sempre stata UNA: dai viaggi di Ulisse, a Roma, alla Cristianità, al Sacro Romano Impero; a tutta la cultura di cui siamo imbevuti: Shakespeare, Beethoven, Tolstoj, Cervantes, ecc. sono qui con noi, come Leopardi, Dante, Calvino, Verdi, Tiziano, ecc.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...