Un “New Deal” per l’Europa? – Infografica sul piano di investimenti presentato da Juncker

Oggi una notizia importante dalle istituzioni europee. Arriva da Strasburgo, dove Jean Claude Juncker, che come voi sapete grazie al mio post è il Presidente della Commissione Europea, ha presentato oggi al Parlamento Europeo un piano di investimenti.

Soldi da usare per creare nuove cose. In particolare, dice Juncker, posti di lavoro in settori come energia, trasporti, tecnologia, scuola. O almeno, si suppone che queste saranno le destinazioni dei soldi di cui parla Juncker perché in realtà nel suo discorso di oggi il Presidente della Commissione è stato prudente se non vago su questo piano di investimenti. Ad esempio sulla storia di dove saranno spesi i soldi, ha detto che nella sua visione ci sono dei bambini a Salonicco che vorrebbero una classe con i computer, e che c’è un ospedale a Firenze con buone attrezzature mediche per salvare vite. Da ciò ho dedotto che Jean Claude è interessato a scuola e sanità.

Ho letto poi sui giornali che il piano prevede investimenti per 315 miliardi di euro. Ma mi pareva strano che la Commissione impiegasse tutte queste risorse. E infatti non lo fa. Ce ne mette 21 di miliardi (anzi in verità 5 di questi sono della Banca Europea degli Investimenti). “Chiedete ai vostri governi nazionali quanto è difficile trovare dei soldi da investire” – dice Juncker al Parlamento europeo.

Certo. Ma è difficile anche che i soldi si moltiplichino da soli per magia. Come fanno quei 21 miliardi a diventare 315? Se non li mette la Ue a chi è che tocca pagare? Cominciava a venirmi il sospetto che alla fine i soldi li mettessero gli Stati membri, come al solito, e che, per giunta, dovendo investire di più per questo Fondo, gli Stati si sarebbero indebitati di più e la UE avrebbe aperto qualche procedura di infrazione contro di loro e le agenzie di rating gli avrebbero abbassato il rating… Eccetera eccetera.

Ero quasi arrivata a immaginare la Terza Guerra Mondiale quando ho deciso che era opportuno informarsi meglio. Così ho trovato questo articolo di Eunews che spiega nel dettaglio come quei soldi crescono e chi li mette. Privati, in larga parte, sembra. E poi ci sono dei contributi volontari degli Stati al Fondo che non vengono calcolati nel deficit dello Stato. Sono spese autorizzate dall’Ue, diciamo, anche se preferisco dire in sede Ue perché quel dall’Ue crea una strana divisione fra Unione Europea e Stati che sembrano due cose del tutto separate.

Aspettate, Europeans, perché se non avete ben capito la storia, qui sotto ho illustrato il Piano di Jean Claude graficamente. Il titolo dell’infografica è “un New Deal per l’Europa?“, perché questo piano di investimenti si concretizza in tre punti (come dice il comunicato stampa della Commissione), di cui uno è un Fondo, il Fondo Europeo di Investimenti Strategici, che ricorda un po’ quello che aveva fatto il Presidente degli Usa Roosevelt dopo la crisi del 1929 per far ripartire l’economia. Il punto interrogativo c’è perché su questo piano ci sono ancora molte incertezze e cose da chiarire.

 

New deal for Europe

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