Macroregioni Europee, la geografia che abbatte le frontiere

Su cosa siano le macroregioni europee su Internet c’è molta confusione. Non è che non si trovino le informazioni necessarie, è più che altro che ce ne sono troppe e che i vari siti dell’Unione Europea costringono spesso ad aprire interminabili pdf di lode alle strategie, che però non spiegano COSA SONO le strategie europee che danno vita alle macroregioni. Questa sovrabbondanza di informazioni fa pensare che anche la Politica Regionale Europea sia ancora un pochino confusa e che a volte non sappia dove vuole arrivare.

Tuttavia, le strategie macroregionali sono una storia molto affascinante. Una storia che – nel mio universo simbolico immaginario almeno – sa di natura selvaggia, boschi, fiumi, pesci, mari, animali strani e piccole imprese stramoderne e ecologiche. Una visione forse un po’ romantica, da ricondursi a quella che è la grande novità delle macroregioni europee. Queste, infatti, non sono solo delle grandi regioni europee ma delle regioni che superano i confini e il cui “filo conduttore” è un elemento geografico. Ognuna delle quattro macroregioni ne ha uno. Il Mar Baltico, il Danubio, il Mare Adriatico e le Alpi (la macroregione alpina è in realtà ancora in via di creazione).

Il principio che ispira la creazione delle macroregioni è che una stessa area geografica che condivide lo stesso ambiente naturale fronteggi gli stessi problemi e debba fornire risposte simili. Le risorse ambientali sono considerate un bene comune che supera le frontiere e gli interessi nazionali. Inutile è quindi che ogni Stato regoli la sua parte di territorio. E anche dannoso perché crea diversità e disparità. Su un versante di una montagna si tagliano i boschi, sull’altro no perché appartengono a Stati diversi. E storie del genere. L’obiettivo della politica regionale europea è anche raggiungere la coesione territoriale, economica e sociale.

Vediamo quindi quali sono le macroregioni e quali mete specifiche perseguono.

Mar Baltico

0731_Baltic Sea Region“Un’autostrada navale, troppo spesso usata come discarica”. Così i documenti ufficiali dell’Ue definivano il Mar baltico. La macroregione serve per il coordinamento fra gli otto paesi membri che affacciano sul Mar Baltico – Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca – e anche fra i paesi costieri che non sono nell’Ue. La macroregione deve fare alcune cose tra cui elenco quelle che mi colpiscono di più: garantire un ambiente sostenibile, preservare le aree naturali e la biodiversità, anche le zone di pesca, fare della regione un modello di navigazione pulita. Migliorare la prosperità e l’attrattiva della regione, eliminare gli ostacoli agli scambi commerciali, promuovere lo spirito imprenditoriale. E poi, migliorare la qualità delle reti di trasporto. Istruzione, salute, turismo. Infine, limitare l’inquinamento marino e anche combattere la criminalità organizzata. Questo è il sito in inglese.

Danubio

Macroregione Danubio
Macroregione Danubio

Conta più di 100 milioni di abitanti e rappresenta un quinto della superficie europea. Comprende quattordici paesi che affacciano sul Danubio di cui otto sono membri Ue (la Germania, l’Austria, l’Ungheria, la Repubblica ceca, la Slovacchia, la Slovenia, la Bulgaria e la Romania). La macroregione mira a creare collegamenti, migliorare la prosperità, ad esempio investendo nelle risorse umane e a proteggere l’ambiente. Un ambiente naturale particolare, che oltre al Danubio, comprende molte montagne come i Carpazi, i Balcani e una parte delle Alpi. Ha una flora e fauna molto ricche. Questo il sito in inglese.

Adriatico ionica 

Macroregione Adriatico Ionica
Macroregione Adriatico Ionica

Partita ufficialmente di recente, a giugno 2014, questa strategia interessa anche l’Italia, insieme ai paesi che affacciano sul Mediterraneo: Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Questa macroregione mi ricorda molto i piccoli porticcioli della Croazia, le cozze attaccate alle navi e le catene di ferro incrostate di sale. Riguarda principalmente le opportunità dell’economia marittima: trasporti mare – terra, protezione dell’ambiente marino, turismo sostenibile e connettività in campo energetico. Il tutto per creare posti di lavoro e rilanciare l’economia della regione. Qui il sito in inglese.

Alpina 

La futura Macroregione Alpina
La futura Macroregione Alpina

Ancora non esiste nella realtà, è un progetto su carta. La Commissione si è impegnata a elaborare la strategia entro giugno 2015. Ne farebbero parte le regioni dove ci sono le Alpi di Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia, Svizzera (due non sono nell’Ue, indovinate quali). Lo scopo è aumentare la cooperazione transfrontaliera in un’area impervia eppure potenzialmente ricchissima come quella delle Alpi. Dovrebbe fondarsi su tre pilastri: il primo è sempre quello della crescita sostenibile e dell’innovazione (imprese, centri di ricerca), il secondo è quello dei collegamenti, comunicazioni, trasporti e il terzo riguarda la sostenibilità e la tutela del patrimonio alpino. Il sito è questo.

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