Charlie Hebdo, l’Europa si prende a braccetto

La testa del corteo contro il terrorismo a Parigi (Ansa)
La testa del corteo contro il terrorismo a Parigi (Ansa)

Questa immagine scriviamocela bene nella memoria. I leader di Europa (e del mondo) che si prendono a braccetto per aprire il corteo del dopo attentato al settimanale Charlie Hebdo.

Per giorni non sono riuscita a scrivere niente su quanto è avvenuto a Parigi (riassunto in questi 120 secondi). Ero lì davanti alla televisione e poi a fare un aggiorna compulsivo sui siti di tutti i giornali del mondo e poi ancora in metropolitana a perdere la vista sul telefono per sapere quello che accadeva. Doppiamente colpita, come giornalista e come cittadina europea. Che ha vissuto l’angoscia delle strade di Parigi come se fosse dietro l’angolo di casa. Che succedesse a Roma o a Parigi, per me davvero non faceva alcuna differenza.

La manifestazione di oggi nella capitale francese mi ha ridato una timida voce. In Francia a marciare contro il terrorismo sono stati quasi quattro milioni di persone. A Parigi, il Presidente Hollande era accompagnato da 50 capi di Stato e di governo. Contro il terrorismo, in primis. E per la libertà di espressione.

Ricordiamoci di questi giorni quando diciamo che non c’è un’identità europea. Che noi Europeans non abbiamo niente in comune, che siamo diversi e ognuno ha la sua storia e la sua cultura eccetera. Ricordiamocelo per chiedere una difesa europea che vada oltre il sì, dai, scambiamoci le informazioni per la lotta contro il terrorismo. E capiamo bene cosa è che ha portato tanti europeans a stampare il cartellino Je suis Charlie. Non credo che ad unirci sia stato quell’esistente o meno “nemico comune” che piace tanto ai teorici dell’integrazione nazionale.

Lo abbiamo fatto perché eravamo un po’ tutti scioccati come me che guardavo tutti i video dell’attentato e come la mia coinquilina parigina o il mio amico spagnolo che facevano lo stesso. E perché tutti abbiamo cara la libertà di espressione, principio costituzionale comune agli Stati dell’Unione Europea, riconosciuta anche dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Ricordiamocelo quando non troviamo quello che unisce noi Europeans.

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