L’Europa è morta. Ipotesi di suicidio.

20130721_152036Ho scritto “Europa” su Google News e sono usciti dei necrologi. Nei titoli degli articoli l’Europa sembra essere morta su più campi di battaglia. In Ucraina, nel Mediterraneo o persino in Grecia, dove alcuni dicono che sia nata. Secondo l’articolo del manifesto Nel Mediterraneo la morte dell’Europa, l’Europa è morta fra Malta e le coste della Libia. Panorama è più propenso a considerarla deceduta in Ucraina (In Ucraina la grande assente è l’Europa).

Entrambe le morti suggerite dicono che la colpa è dell’Europa: in pratica, più che essere uccisa in guerra, l’Europa si sarebbe auto flagellata a colpi di frustate sulla schiena e poi, non soddisfatta, si sarebbe gettata da una rupe nel mare o sparata un colpo in testa nell’Ucraina dell’Est. Un suicidio oppure un auto digestione che dallo stomaco si sarebbe estesa fino agli arti più periferici. Ma esattamente in che modo l’Europa avrebbe deciso di procedere al processo di auto consumazione? Lasciando da parte le metafore splatter, torniamo alla realtà.

Nel caso del Mediterraneo, a essere morta è la politica di immigrazione europea. In particolare, si lamenta che l’operazione dell’Unione europea Triton non può e non riesce a sostituire l’italiana Mare Nostrum nella gestione degli sbarchi di immigrati in Italia. Il passaggio di fatto è avvenuto il 1 novembre 2014: rispetto a Mare Nostrum, Triton ha meno soldi, meno mezzi operativi, meno uomini e poteri e mandato d’azione più limitati. Qui sono illustrate nel dettaglio le differenze. Forse scontato, ma meglio precisare, dire che Triton è una missione DELL’Unione europea può indurre in errore: le risorse umane e tecniche impiegate sono quelle messe a disposizione dagli Stati membri. Scordatevi quindi le navi made dall’UE. Anche se i soldi li tira fuori la Ue dal Fondo Sicurezza Interna e dal fondo di Frontex.

Nel secondo caso, quello della morte in Ucraina, accusata è la “politica estera europea”. Questa in realtà non esiste: l’integrazione nel campo della politica estera e di sicurezza è andata storicamente separata da quella in campo economico, lasciata all’informalità eccetto alcuni tentativi falliti di istituzionalizzarla (come la Comunità Europea di Difesa). Con il Trattato di Maastricht il pilastro della PESC era quello più intergovernativo, dove cioè più che di “integrazione” è meglio parlare di “cooperazione” fra Stati che restano sovrani di scegliere. Al vertice fra Ucraina, Russia, Germania e Francia che ha deciso il cessate il fuoco di Minsk, non c’era Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza europea.

Secondo il Sole24Ore, l’Europa è in fin di vita: è al capolinea l’Europa dei piccoli passi. Si dice nell’articolo:

(L’Unione europea)  era convinta di cavarsela con l’integrazione selettiva, il mercato unico incompleto e l’unione monetaria senza quella economica e neanche politica, unico caso al mondo di moneta comune e pluricefala.

E invece non ce l’ha fatta. Per questo, sarebbe implosa. Perché a puntare tutta l’integrazione sull’economia, ha trascurato la cura di organi del suo corpo che si sono indeboliti o ammalati. Come la politica di immigrazione o la politica estera. 

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