Gunter Grass era un grande european

Lo scrittore e premio Nobel Gunter Grass
Lo scrittore e premio Nobel Gunter Grass

Il tamburo di latta era uno dei libri che i prof del liceo consigliavano come lettura a casa. Il romanzo, scritto nel 1959, racconta la storia del bambino nano Oskar e di tutta la sua parentela, dalla madre al figlio. Una trama piena di intrecci, problemi, gioie e disastri e una storia molto european ambientata a Danzica, la città dove lo scrittore Gunter Grass era nato nel 1927. Gunter è morto ieri, 13 aprile 2015, a Lubecca.

Il Presidente della Commissione europea Juncker lo ha ricordato come un grande europeo che aveva sempre difeso gli interessi dei membri più deboli della nostra società. Juncker ha aggiunto che Gunter era un “uomo di ampie vedute che riuscì a vedere con molto anticipo gli attuali problemi dell’Europa”.

Gunter Grass aveva la madre tedesca di religione cattolica e origini polacche e il padre tedesco e protestante. Era molto european sin dalla nascita, quindi, anche se all’epoca le cose erano complicate e la Germania del Terzo Reich di lì a poco (nel 1939) avrebbe invaso la Polonia e con la Polonia Danzica, dove poi alla fine della Seconda Guerra Mondiale arriverà anche l’Armata Rossa. Anche questa è una storia molto european anche se dei tempi brutti dell’Europa in cui c’era la guerra. Gunter, nel 1999, ha vinto il premio Nobel per la letteratura.

Dopo la guerra, Gunter Grass fu molto impegnato nelle discussioni politiche, diciamo. Juncker dice che lo scrittore “è stato per tutta la sua vita un importante e impegnativo interlocutore, sia in Germania che all’estero”, pronto “a mettere il dito in ferite profonde”. Come quando confessò di essersi arruolato da giovane nelle SS naziste come volontario e non come coscritto. Nel 1969 appoggiò Willy Brandt quando divenne cancelliere della Repubblica federale tedesca. Ultimamente non era in accordo con Angela Merkel: avrebbe preferito vedere gli aiuti alla Grecia come una specie di Piano Marshall europeo per i Paesi in crisi, per salvarli dalla disoccupazione, come disse in questa intervista.

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