L’Europa al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

Foto di gruppo del Consiglio europeo del 19-20 dicembre 2013 (fonte: Dipartimento politiche europee, Presidenza del Consiglio dei Ministri)
Foto di gruppo del Consiglio europeo del 19-20 dicembre 2013 (fonte: Dipartimento politiche europee, Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Le foto di gruppo che si fanno i leaders europei a Bruxelles sono noiose. Le facce dei capi di Stato o di governo dei Paesi europei sembrano quelle dei ragazzi in gita scolastica, contenti solo perché perdono ore di lezione.

Questo è più o meno quello che ha detto la giornalista del Sole 24 Ore Adriana Cerretelli all’incontro “Raccontare ai giovani l’Europa di ieri, oggi, domani”, durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia. Europeans ha passato quattro giorni nella cittadina umbra e ha seguito le questioni del giornalismo sull’Unione europea e di come comunicare l’Europa in modo giusto e magari un po’ divertente, cosa che è diventata una specie di missione impossibile di questo blog. Qui trovate il mio articolo più preciso e ordinato delle riflessioni in disordine che vi dovete sorbire qui. Allora:

– La conoscenza dei ragazzi – quelli in questione sono gli studenti dell’Itis Volta di Perugia, che hanno fatto un progetto di educazione civica europea con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea – sull’Europa è un misto di lacune profondissime, perle di saggezza derivanti dallo studio a scuola, internet, libri e perle di saggezza derivanti dal fatto che quei ragazzi sono europei e non lo sanno. Per cui, per i ragazzi se Federica Mogherini è l’astronauta italiana che è sulla luna, l’euro è un grande strumento di condivisione fra i Paesi europei.

– La parte più difficile per chi vuole raccontare l’Unione europea, quello che è e quello che fa, è scegliere di cosa diavolo parlare. Sulla newsroom dell’Unione europea ci sono tutti i comunicati stampa e simili. Tanta roba davvero, ma c’è qualcosa che non va. Si ha la sensazione che non ci sia nulla di interessante, niente che riguardi davvero i cittadini e cambi la loro vita ma solo prese di posizione anche a volte vagamente buoniste. OK, la sto facendo un po’ più tragica di quanto sia in realtà però il concetto è questo. L’Europa a volte sembra lontana. La colpa è dell’Europa in sè o di come la comunichiamo? 

Dove trovate l’Europa nella vostra quotidianità? – si chiede Ewelina Jelenkowska-Luca della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e illumina una slide con le foto di un pesce, dell’acqua e la solita bottiglia d’olio d’oliva. D’accordo, la politica di tutela della biodiversità, le norme sull’acqua, le etichette e le norme di sicurezza dei prodotti. Ma. Ma niente da protestare. L’Unione europea non ha competenze in molte materie perché i nostri Stati non vogliono cedergliele. Quindi ad esempio, nel sociale, nel modello culturale (nelle politiche scolastiche, secondo i ragazzi dell’Itis Volta di Perugia), è ancora immatura. Perché l’Europa non fa niente per… ? Si chiedono in molti, soprattutto di fronte ai migranti morti – più di 800 -nella nave che è naufragata nel canale di Sicilia domenica 19 aprile 2015. Si pretende che l’Unione europea risolva tutto quando sono gli Stati stessi a impedirle di diventare un attore che conta.

Ad ogni modo, il panel del Festival di Perugia sul raccontare l’Europa ai giovani prosegue più del tempo previsto. E si conclude con molti applausi. Fosse che l’Europa alla fine interessa? 


					
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