Facciamo il pane insieme? Il Padiglione dell’Unione europea a Expo 2015

Disegno dell'interno del padiglione Unione europea a Expo 2015 (fonte: www.europa.eu)
Disegno dell’interno del padiglione Unione europea a Expo 2015 (fonte: http://www.europa.eu)

Una ricercatrice smilza che legge un sacco di libri e un contadino biondo e bello che mettono insieme nel forno il pane di frumento al miele. Questo 1 maggio 2015 a Milano è stato complicato. La città era sotto i riflettori e sembrava schizofrenica. Tutta in tiro a Rho Fiera per l’inaugurazione dell’Esposizione Universale, fra attori e politici, musica e cibo. Tutta grigia, triste più che mai e ferita al centro, dove i soliti black block sfogavano la loro insoddisfazione bruciando le macchine e spaccando le vetrine dei negozi.

In tutto questo casino, Europeans faticava a vedere l’Unione europea. Così si è andato a vedere OK, il sito internet (ma quando avrà i biglietti e il tempo libero dal lavoro ci andrà anche di persona) del Padiglione Unione europea all’Expo. Già, perché l’Unione europea ha anche lei un padiglione all’Expo, dove racconta quella storia che vi stavo dicendo prima, di una ricercatrice nelle istituzioni europee Sylvia, che si innamora di un farmer di nome Alex. E poi salvano il mondo insieme eccetera eccetera.

Ma perché l’UE partecipa all’Expo? Scrive Internazionale che vi partecipano

145 Paesi, tre organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Unione europea, Comunità caraibica) e 13 organizzazioni non governative.

Anche se l’Unione europea è una via di mezzo fra un’organizzazione per la cooperazione internazionale come le Nazioni Unite e un Governo sovranazionale che si sostituisce ai Governi dei Paesi membri, in questo caso è ad Expo come organizzazione internazionale. E poi ci sono 19 Stati membri Ue che partecipano all’Expo con i rispettivi padiglioni nazionali.

Ad ogni modo, anche se non vi partecipa in quanto Stato, direi che ha buoni motivi per partecipare. Di cibo l’Ue si è da sempre occupata, perché l’idea di creare un’unione europea è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale quando i cittadini dei Paesi fondatori avevano sofferto la fame ed erano terrorizzati di restare senza cibo. Infatti, una delle politiche storiche dell’Unione è la Politica agricola comune, che sempre assorbe una vasta parte del bilancio europeo. Uno degli obiettivi della PAC è la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.

Ma nelle politiche Ue  c’è sempre insistenza sulla qualità del cibo o sull’agricoltura biologica. Altri provvedimenti l’Unione li sta prendendo tuttora, come questa risoluzione approvata il 30 aprile 2015 per “tracciare il quadro delle politiche necessarie a livello europeo e globale per affrontare con efficacia la sfida della sicurezza alimentare”. OK, un po’ vaga, ma non si può dire che l’Unione del cibo sano e sufficiente non se ne curi.

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