The state of the Europeans

La sala dove Robert Schuman pronunciò la sua Dichiarazione per la nascita di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio
La sala dove Robert Schuman pronunciò la sua Dichiarazione per la nascita di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio

Cittadini europei,

oggi, 9 maggio, è il giorno della Festa dell’Europa. Il 9 maggio 1950 l’allora Ministro degli Esteri francese, Robert Schuman disse che bisognava fare una Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Così nacque la CECA, per volontà di Francia, Germania occidentale, Italia, Olanda, Belgio e Lussemburgo. Era la prima delle istituzioni più o meno sovranazionali che avrebbero poi portato  all’Unione europea. Schuman disse che la Ceca avrebbe reso una nuova guerra tra gli Stati europei “non solo impensabile ma materialmente impossibile“, perché è con l’acciaio che si fanno ad esempio i fucili per spararsi a vicenda e mettendo l’acciaio in comune non avevi altra scelta se non fabbricare i fucili insieme.

Dopo sessantacinque anni da quella dichiarazione, la nostra Unione è in difficoltà. Molti dimenticano che oggi è la data del suo compleanno e lasciano la risposta vuota nei test a risposta multipla per accedere all’università. Dimenticano anche che il suo motto è “Unità nella diversità” e che il suo inno è la nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Del resto, nel trattato di Lisbona questi non sono indicati come simboli ufficiali dell’Unione europea.

L’Europa non è più percepita come una safe european home, o almeno non da tutti. C’è chi fa di tutto per entrarci, come si è visto quando nel dicembre 2013 iniziarono le manifestazioni di Euromaidan in Ucraina dopo che il governo aveva sospeso i preparativi per la firma di un accordo di associazione e di libero scambio con l’Unione europea. O come fanno i migranti dalle zone di guerra con un viaggio lungo e doloroso.

Però c’è anche chi vuole andarsene. Il 7 maggio 2015 nelle elezioni del Regno unito ha vinto David Cameron, il premier uscente e leader dei Conservatori. Nel suo programma elettorale, subito ribadito dopo la vittoria, Cameron dice che farà un referendum per decidere se restare nell’Unione europea. Che l’ipotesi di uscita del Paese dall’Ue sia reale o meno (il tema sarà affrontato in un prossimo post), il fatto che almeno una parte del Regno Unito è insofferente alle regole decise in sede europea e non si sente parte di una casa comune rimane sempre un problema. Anche la Grecia non vuole accettare le politiche economiche dell’Unione europea nei suoi confronti e restituire i soldi che deve al Fondo monetario internazionale, quindi si pensa che possa fare default e uscire dalla zona euro.

Così non va. Se c’è chi non vuole più stare in un gruppo, significa che le regole devono cambiare e rendere quel gruppo un gruppo di tutti e non solo di alcuni. L’auspicio è che questo discorso sullo stato degli europei possa trasformarsi nel discorso su uno Stato degli europei, in cui tutti si riconoscano.

Cordialmente,

Europeans

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...