Simpatico ma non troppo, la nuova diplomazia di Jean-Claude Juncker

Foto del finto account twitter del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker
Foto del finto account twitter del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker

Nessun non detto, nessun risentimento represso sotto sorrisi falsi, nessuno stress di restare amici anche quando ci si vorrebbe prendere a pugni. Se mi stai antipatico te lo dico in faccia e così è tutto più chiaro e semplice. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha inaugurato un nuovo tipo di diplomazia poco diplomatica che consiste nel dire le cose alle persone senza tanti pensieri. Nell’abbracciarle e nel dare schiaffi amichevoli o nel dimenticare i loro nomi. Nell’ironizzare sull’altezza o sulla larghezza dei diversi leaders.  Il programma televisivo francese su Canal Plus “Le petit journal” lo ha eletto star di questa puntata che illustra tutte le gaffe di Jean-Claude al summit di Riga sul partenariato orientale. Chi è questo? Come si chiama? Chiede Juncker a Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, quando un nuovo leader si avvicina per i saluti prima della foto di gruppo.

E se c’è qualcuno che ha problemi con l’Unione europea perché non scherzarci su? Una specie di terapia di gruppo in cui le difficoltà vanno messe in chiaro senza paura. I rapporti tra Bruxelles e l’Ungheria del capo di Stato Viktor Orban sono spesso agitati per le prese di posizione del leader ungherese su temi sensibili, come immigrazione e pena di morte. Quando Viktor Orban sta per stringergli la mano al summit di Riga, Juncker sussurra ai suoi vicini: arriva il dittatore! E quando Orban compare, Jean-Claude gli fa: ciao dittatore!

Anche con il primo ministro greco Alexis Tsipras, Juncker ha scherzato. Si era proposto come suo amico, un compagnone che doveva essere il più tollerante dei creditori internazionali della Grecia (il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea si erano posti in modo diverso). Ironia sull’assenza di cravatta di Tsipras, abbracci e strette di mano very friendly. Adesso però Jean-Claude si è arrabbiato. Dicono che si sia rifiutato di parlare al telefono con Alexis, anche se l’episodio è stato smentito da fonti greche. Di certo, il vecchio lussemburghese non ha gradito il rinvio del pagamento della rata che la Grecia doveva all’Fmi e la bocciatura annunciata da Tsipras in Parlamento del progetto di riforme presentato dal Brussels Group. Adesso la palla è nel campo della Grecia, che deve dare seguito alle discussioni che i due hanno avuto la scorsa settimana.

Non c’è dubbio che in questo modo, il ruolo dell’anonimo presidente della Commissione europea prende vita e si assicura i titoli dei giornali. Fosse che il lussemburghese lo faccia apposta per far somigliare l’Europa a una cosa sincera e non ad un affare di corridoi come a volte viene percepita? O per unire leaders e Stati? In fondo, le pacche sulla spalla sono anche quelle un simbolo di unità.

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