Colonia, Catalogna, Varsavia

epa05093710 A demonstrator holds a sign in German that reads 'No violence against women' during a demonstration in the wake of the sexual assaults on New Year's Eve, outside the cathedeal in Cologne, Germany, 09 January 2016. After the sexual assaults around Cologne's main station on New Year's Eve, various groups have planned for demonstrations on 09 January. EPA/OLIVER BERG

Colonia. La polizia  ha raccolto ad oggi 516 denunce per fatti avvenuti nella notte dell’ultimo dell’anno nello spazio fra la stazione Hauptbahnhof e il duomo della città: il 40 per cento sono per molestie sessuali. Le donne hanno raccontato di essere state derubate e palpeggiate da gruppi di nordafricani e mediorientali. Episodi simili sono successi anche in altre città tedesche. Le indagini si concentrano su 10 richiedenti asilo e 9 clandestini. Fra cortei dell’estrema destra e delle femministe, gli europeans e le persone di tutto il mondo sono rimaste molto sconvolte dall’evento. Si cerca di capire se le violenze fossero organizzate e in che misura. La cancelliera Angela Merkel ha annunciato leggi più severe che prevedano anche l’espulsione per chi fa reati.

 

Puigdemont

Catalogna. La regione della Spagna che da tanto vuole diventare indipendente ha scelto il nuovo presidente: si chiama Carles Puigdemont ed è stato giornalista e sindaco di Girona. Era dalle elezioni di settembre che le forze vincitrici non riuscivano a mettersi d’accordo sul nome del presidente: quello uscente era Artur Mas, del partito Convergencìad democràtica, che non era voluto dalla formazione di sinistra (sempre indipendentista) Cup, necessaria per la maggioranza.  Puigdemont ha detto che vuole portare avanti il processo di indipendenza e concluderlo entro diciotto mesi. Tutto ciò avviene mentre la Spagna non è ancora riuscita a formare un governo dalle elezioni del 20 dicembre.

 

Defense of Democracies 'CODE' demonstration in Warsaw

Polonia. Approvata dal Parlamento, firmata dal presidente Andrzej Duda, la riforma dei media sospende dal loro incarico gli attuali direttori della radio e tv pubblica. I nuovi saranno nominati dal Ministro del tesoro e non più da un consiglio ad hoc come è previsto ora. Da quando il partito conservatore ed euroscettico Diritto e Giustizia ha vinto le elezioni, la Polonia ha preso diversi provvedimenti controversi: il primo è stato quello che modificava i poteri della Corte Costituzionale.“Il direttore di una radio o una tv pubblica non può essere licenziato così, in modo arbitrario”, ha detto il commissario europeo all’Agenda digitale Gunter Ottinger. L’Unione europea ha iniziato un dialogo con il Paese per verificare se la legge viola lo stato di diritto.

 

Il blog “Europa in movimento” ha ospitato un mio articolo sulla questione della Polonia.

 

 

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