Marzo 2016 european

Bruxelles: media belgi, sale a 34 bilancio dei morti
Solidarietà a Bruxelles, dopo gli attentati del 22 marzo, che hanno causato più di 30 morti (foto: ANSA/AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

 

Belgio. Sono circa le 8 di mattina del 22 marzo, a Bruxelles.  Due terroristi si fanno esplodere all’aeroporto di Zaventem. Un’ora dopo un altro kamikaze salta in aria alla fermata della metropolitana Maelbeek. Muoiono più di 30 persone e moltissimi sono i feriti gravi. Nelle ore dopo l’attentato, notizie incerte, forze di sicurezza belghe in difficoltà. Vengono individuati i tre terroristi: i fratelli Ibrahim e Khalid Bachraoui e Najim Lachraoui, l’artificiere dell’attacco a Parigi dello scorso 13 novembre. Mancano all’appello un uomo con il cappello che si vede accanto ai due kamikaze dell’aeroporto nelle immagini delle telecamere di sorveglianza e una quarta persona che sembra che fosse in metropolitana insieme a Khalid Bachraoui. Una storia dalle molte implicazioni di cui Europeans si occuperà ancora nei prossimi post.

Spagna. All’alba del 20 marzo un pullman sbanda e si schianta all’altezza di Tarragona, sull’autostrada Ap7 che dalla Catalogna arriva fino al confine con la Francia. Muoiono 13 studentesse Erasmus, sette italiane, due tedesche, una francese, una romena, un’austriaca, un’uzbeca. Le ragazze avevano fra i 22 e i 25 anni e studiavano all’università di Barcellona. Quella domenica mattina erano di ritorno dalla notte dei fuochi della Fiesta de Las Fallas di Valencia, un viaggio organizzato dall’Erasmus Student Network.

Germania. Il 13 marzo si è votato in tre Lander: Sassonia Anhalt, Baden Wurttemberg e Renania Palatinato. L’unione cristiano democratica di Angela Merkel è arrivata al secondo posto in Renania – Palatinato, dietro ai socialdemocratici. Stessa posizione per la Cdu anche nel Baden Wurttemberg, dove è stata superata dai Verdi. Il partito di Merkel ha vinto invece in Sassonia-Anhalt, dove però la formazione di destra euroscettica “Alternativa per la Germania” (Afd) ha conquistato più del 20 per cento dei voti.

Francia. Il 31 marzo in molte città ci sono state manifestazioni contro la riforma del diritto del lavoro presentata dalla ministra Myriam El Khomri del governo socialista di Manuel Valls. Non è la prima protesta contro il progetto: secondo i manifestanti, la riforma renderebbe più facili i licenziamenti e aumenterebbe la precarietà del lavoro. Per il governo, l’approvazione del testo permetterebbe di ridurre la disoccupazione. In questo articolo del 9 marzo tutti i dettagli di una partita importante per il presidente francese Francois Hollande.

 

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