E così ora siamo ex

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I giovani britannici non saranno contenti del risultato del referendum sulla Brexit

Il 23 giugno 2016 il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione europea. Il referendum sulla Brexit ha visto la vittoria del fronte del Leave. Oggi è un giorno triste per Europeans. Ci sono alcuni cittadini che non vogliono più essere Europeans.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e l’ex sindaco di Londra, capo di quelli che vogliono uscire dalla Ue, Boris Johnson sembrano vivere in due mondi paralleli. “Dobbiamo dare seguito alle richieste dei cittadini britannici in fretta”, dice Juncker. Sembra arrabbiato o forse liberato. Almeno ora le cose sono chiare, ci siamo tolti un peso – forse pensa in segreto. In molti oggi corrono a rivedere i trattati dell’Unione europea, l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea per capire cosa succederà ora, molti commentatori si avventurano nei possibili scenari. La verità è che nessuno può saperlo davvero, perché è la prima volta che accade qualcosa del genere. Forse non lo immagina esattamente neanche Jean-Claude. Dall’altra parte, Johnson dice cose del tipo: “non volteremo le spalle all’Europa, i nostri giovani faranno sempre parte di quella civiltà comune”, “continueremo a essere un grande Paese europeo!”. Come dire al fidanzato che abbiamo lasciato, sì però continuiamo comunque a vederci, ad andare a cena insieme, ad abbracciarci eccetera. No. Non è così. Quello che è appena successo è una cosa brutta, seria, non è un gioco. Non si gioca con le relazioni. Quello che si può e si dovrebbe fare è restare amici, mantenere la lealtà, il legame amaro di due entità che sono state insieme. Evitare il rancore, quello sì.

Sempre che il discorso non si complichi. Il Regno Unito questa notte si è suicidato. La First Minister della Scozia Nicola Sturgeon ha detto che un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia – dove il Remain ha prevalso – è “highly likely”, altamente probabile. Il Regno Unito rischia anche la disintegrazione. Ormai fare i paragoni fra l’attualità e i Balcani è diventato quasi banale, lo fanno in molti e sempre più spesso. Però è vero che non è possibile non pensare alla ex Jugoslavia, in questi casi, e a come si è divisa in tanti pezzettini sempre più piccoli negli anni Novanta. Certo, non succederà che gli europeans (italiani, polacchi e tutti gli altri) a Londra, a Manchester, imbracciano i kalashnikov e dichiarano la loro unione alla madre patria Europa. Non è proprio lo stesso. Però tutta questa voglia di isolamento non giova alla pace fra gli Stati. Il più grande risultato dell’Unione europea è la pace e quella è l’essenza dell’Ue, non l’economia, non il commercio. Evitiamo di mettere a rischio la pace, Europeans.

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Un pensiero su “E così ora siamo ex

  1. Questo voto non lo condivido. Ma la volontà del popolo ha scelto e ora sarà il Consiglio europeo, vale a dire gli altri stati membri, a votare un accordo che potrebbe tutto sommato limitare le barriere commerciali fra i due Paesi. La cosa andrà monitorata, ma temo che gli europeisti, pur di dimostrare che a lasciare l’Ue ci si perde molto, tenteranno di offrirebritannici ben poche concessioni. Vedi Shaeuble pochi giorni fa. Se così dovesse essere, non sarebbe una prova di grande amicizia

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