Diventare saggi a Ventotene

Ventotene famosaL’isola “dove è nata l’Europa”. Questo agosto ne hanno parlato tutti, nei giornali, in tv, al mercato: Ventotene non era più nota solo per gli scogli dove tuffarsi nel mare blu ma come patria mitica dell’idea di Unione europea. A sentirne parlare con tanta insistenza ovunque, chi scrive è rimasta perplessa. Non pensavo che la scalinata per Cala Nave, che è così ripida e assolata quando si torna dalla spiaggia d’estate, la strada degli Olivi, buia e silenziosa alle tre di notte, o il bar della piazzetta Europa sarebbero mai diventati così famosi. Tutti posti densi di significati, dove durante l’inverno ritorno spesso con la memoria.

Sull’isoletta nel Lazio meridionale, davanti a Formia, lo scorso 22 agosto si sono incontrati il primo ministro Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande. Sono andati in visita al cimitero e poi sulla portaerei Garibaldi per parlare del futuro dell’Unione europea. Il 27 agosto a Ventotene doveva andare Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati  con i presidenti dei parlamenti di Francia, Lussemburgo, Slovenia e Spagna. L’incontro è stato annullato per rispetto delle vittime del terremoto del 24 agosto, ma il fatto resta. Ventotene accoglie sempre più di frequente nuovi seguaci, persone che scoprono i pensieri nati fra quei campi di lenticchie e ne diventano entusiasti, chi per pochi mesi, chi per tutta la vita.

Venotene SeminarioIl Movimento federalista europeo e l’Istituto Spinelli a Ventotene ci vanno da una vita e nei giorni passati vi hanno organizzato un seminario di formazione per il 35esimo anno di fila. Vi partecipano ragazzi provenienti da tutto il mondo per capire cosa significa il federalismo europeo. Già perché il motivo per cui tutta questa gente si affolla sul traghetto per Ventotene è che lì è nata l’idea di un’Europa federale. Non un’Europa qualunque. “Isola dove è nata l’Europa” significa isola dove un uomo chiamato Altiero Spinelli, mentre era confinato dal regime fascista dal 1939 al 1943, scrisse il manifesto “per un’Europa libera e unita” dove pensava a un’Europa come Stato federale. Un’idea e un progetto politico che richiedono un modo di ragionamento nuovo e diverso da tutte le altre ideologie.

Come sia nata questa idea lo descrive Spinelli nella sua autobiografia “Come ho tentato di diventare saggio”. Oltre a raccontare in stile romanzo di quando coltivava le patate, flirtava con la donna che avrebbe sposato e restava avvelenato dopo un coniglio al forno, Spinelli spiega gli Stati Uniti d’Europa: un unico Stato europeo, con una Costituzione, un governo, una politica estera e di difesa e tutte le altre caratteristiche di uno Stato. Ma fermi! Non uno Stato assoluto dove le “culture nazionali” sono abolite e il potere è accentrato in una lontana Bruxelles o chissà dove, come ho già spiegato in passato. “Federale” non è un aggettivo da nulla. Significa che i poteri sono distribuiti su più livelli, in modo da favorire la partecipazione dei cittadini, che alcune scelte vengono prese in comune e che le differenze nazionali vengono valorizzate. Un progetto ancora lontano dall’Europa di oggi, che richiede immaginazione, studio e seria comprensione. Speriamo che tutti gli Europeans che si appassionano in questi mesi a Ventotene diventino saggi come aveva tentato di fare Spinelli.

Ventotene cala nave

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