Le ciclovie finanziate dall’Unione europea

Questa estate ho fatto un viaggio sulla ciclovia Alpe-Adria che va da Salisburgo in Austria a Grado, nel Friuli, dalla montagna al mare. Mentre ero in bicicletta, ho incontrato molti cartelli che indicavano l’inizio di altre piste ciclabili e su questi cartelli c’era sempre la bandiera dell’Unione europea. Al ritorno ho fatto alcune ricerche e mi sono resa conto che l’Unione europea fa molti investimenti nel ciclismo.

DSC_0479Quanti siano gli investimenti è difficile calcolarlo, perché non esistono strumenti finanziari europei ad hoc, cioè dedicati solo e nello specifico alla mobilità ciclistica e al cicloturismo. Per spendere i fondi europei nella promozione di queste attività, bisogna trovare connessioni e integrazioni con politiche che hanno gli stessi obiettivi, per esempio la tutela dell’ambiente o il miglioramento della qualità di vita nelle aree urbane.

 

L’Unione europea cerca di promuovere l’uso della bici e di rendere la vita più facile ai ciclisti europeans in tre modi:

Finanziamenti indiretti agli Stati o alle regioni che investono questi fondi in progetti sul proprio territorio
Programmi transnazionali e piani di cooperazione transfrontaliera. Molte ciclabili passano i confini e si snodano attraverso vari Stati.
Progetti europei come EuroveloNello specifico Eurovelo è un progetto della European Cyclists’ Federation che ha l’obiettivo di realizzare entro il 2020 una rete di ciclovie che attraversa tutta l’Europa da nord e sud e da est a ovest. Prevede 70 mila chilometri di rete ciclabile di cui più di 40 mila esistono già, che si svilupperanno su 15 itinerari molto lunghi.

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Le foto dell’articolo sono del percorso della ciclovia Alpe – Adria

Questi sono alcuni esempi di ciclovie finanziate da progetti dell’Unione europea:

  • Ciclovia Alpe Adria. Parte da Salisburgo e finisce a Grado. E’ nata da un progetto di cooperazione transfrontaliera, Interreg IV Italia e Austria 2007- 2013, con un investimento totale di un milione e 200 mila euro. I partner sono la Regione Friuli Venezia Giulia con i lander Salisburghese e Carinziano e le rispettive agenzie di promozione turistica. Il progetto prevedeva di collegare piste già esistenti nell’area.
  • Ciclabile della Drava. Lunga in tutto 366 chilometri, segue il corso della Drava, partendo dal Sud Tirolo, passa per la Carinzia e arriva a Maribor, in Slovenia. L’Unione europea ha previsto finanziamenti per prolungarla fino alla foce del fiume sul Mar Nero.
  • Vélodyssée. Percorre 1245 chilometri lungo la costa atlantica francese. La pista continua nel Regno Unito attraverso lo stretto. E’ una parte del futuro tracciato di Eurovelo 1.
  • Ciclabile del Mare del Nord. E’ il risultato di un partenariato transnazionale di 68 soggetti provenienti da 8 paesi diversi: Belgio, Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Scozia e Regno Unito. Il progetto è iniziato nel 2003 e terminato
    nel 2006. La ciclabile si snoda sulle coste di tutti i Paesi che affacciano sul mare del Nord.
  • Adriabike. La ciclabile Emilia Romagna – Slovenia è il frutto di un progetto finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e da fondi nazionali. E’ composta di una serie di itinerari fra Ravenna e Kranjska Gora.

 

 

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